Ascolta il silenzio

Sei seduto su una sedia. Tutto quello che vuoi è silenzio. E io ti osservo. Ti osservo da lontano, senza sapere nulla.
È l’attimo perfetto in cui la memoria del futuro si perderà sulle nostre teste, sui nostri cuori spenti, sulle nostre paura. È l’attimo perfetto in cui gli ingranaggi si muovono e in movimenti unici, ad arte, compiranno l’incastro che ci vedrà vicini e persi. Uniti e lontani.

È un gioco amore, non vedi? È una sedia sulla quale ti siedi ad ascoltare parole che ti scivolano addosso, con la testa altrove. È il silenzio di una piazza solitaria, bellissima e persa in un angolo di una città troppo grande e improvvisamente senza distanze.

Sono i passi che compi, sapendo a cosa stai andando incontro. Irresponsabilmente consapevole, è la memoria del futuro che si fa presente, che si fa prepotente come te. Come la tua richiesta, dolcemente prepotente e arrogante. Di chi sa cosa vuole e se lo va a prendere.

Sono parole scritte su un foglio bianco, puro e tutto da riempire. Sono i silenzi pieni solo di un respiro mozzato.

E tutto, per quell’attimo in cui la vita compie quell’incastro di magia, spingendoti verso un destino che non pensavi potesse avvenire. Mentre tu sei seduto su quella sedia e mi guardi. E io sono sulla mia sedia, nei miei pensieri e con le mie paure ed è già avvenuto quello che porterà al compimento, nella nostra più completa ignoranza.

La magia della vita è la misura dello stupore che sa provocare quell’attimo.

E adesso, vieni qui.

L’odore


Il tuo è un odore che non si può cancellare. Diventa come un timbro, che lascia il suo marchio in ogni poro della pelle. E la tua, beh, la tua è una pelle che fa male solo a guardarla.

Poterla toccare è l’essenza della pura meraviglia. Io ti guardo, ti ascolto e rimango sospeso nello spettacolo che tu riesci a disegnare nei miei occhi. Quando ti guardo, io non posso credere che tu esista.

Devo rimanere aggrappato ai tuoi capelli, alle tue ciglia, al tuo sguardo potente e selvaggio, alla tua tenerezza. Io mi aggrappo stupidamente e strenuamente ad ogni battito del tuo cuore. Io mi aggrappo alla tua sensualità, ai miei pensieri che se ne vanno.

Tu fai scivolare via tutto, tu prometti la tempesta più spaventosa,perfetta e meravigliosamente forte che io abbia mai anche solo potuto provare ad immaginare. Tu liberi i miei pensieri, tu accogli le mie paure, le prendi con le mani, ci giochi un po’ e me le restituisci trasformate in fiori.

Tu hai in te bellezza, sospiro e pura magia.

Per me

Sei stata come una luce, così diversa, così fresca, bella, spontanea. Così tu.

Non potevo fare a meno di chiederti di non pensare, di non fermarti, di dirmi. Tutto. Perché il mare che hai dentro, per me era come linfa. Mi nutrivo di te, mi dissetavo di te. E mi manchi. Tu mi mancavi anche quando c’eri. 

Nella mia testa dura e troppo pesante, tu sei ancora l’immagine della bellezza. Della confusione che ti riporta al centro, del sesso, della calma, dell’equilibrio. Dell’eccitazione pura e torbida. Ho immaginato così tante volte di toccarti e ricordo di quando potevo farlo. E la tua pelle, sotto le mie mani era elettricità pura. Di fare l’amore con te, in tutti i modi possibili. Tu mi ispiravi qualunque cosa. Di amarti, di possederti, di dominarti, di farmi dominare.

Mi ricordo le tue spalle, i tuoi occhi, il tuo sguardo, le tue labbra. E le voglio sai? Le voglio ancora, solo che non so dirlo. Ok, so dirlo benissimo. Ma non riesco a farlo.

Mi fai incazzare e ti odio. Perché mi hai fatto sbarellare, perché non te ne vai e perché mi hai fatto perdere il controllo. E continuo a perderlo e a cercarti in qualche modo. E ogni cazzo di volta, ti odio. Mi incazzo con me stesso perché non riesco. Io… Io non riesco a lasciarti andare.

Te lo ricordi quando abbiamo camminato al freddo? Ti ricordi che eravamo distanti? Fisicamente intendo. Te lo ricordi? Non te l’ho mai detto, perché poi le cose ci sono sfuggite di mano. Io volevo prenderti, portarti via. Volevo scappare con te. E mentre parlavamo di altro, lottavo per non farlo. Immaginavo di portarti via, di fare l’amore con te e poi di farti male. Perché quel desiderio mi faceva male.

Ti ho dato il peggio di me. E sono riuscito a farti andare via. 

È solo che sei ancora qui. E io, ti voglio. Ancora.

All’alba 


Sta anticipando, non me ne ero accorta. In fondo le cose cambiano, così come solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Quante volte ho cambiato idea, quante volte mi sono dovuta ricredere, quante volte ho portato alta la bandiera delle mie idee, fino allo stremo delle forze.

Quante volte ho capito che un no era una benedizione e quante non ho potuto arrendermi, anche se lo volevo. 

Non sopporto le persone che si comportano come se un’altra persona fosse un fazzoletto di carta, con il quale pulirsi la bocca o soffiarsi il naso. Perché così come trovo volgari e inutili le promesse, non tollero la mancanza di rispetto. In qualunque sua forma.

C’è un’aura strana intorno a me, c’è un’energia che non colloco e non capisco. C’è che le persone sono egoiste. C’è che mi deludono. C’è che sono codarde. 

C’è che vi fa paura la cosa più bella del mondo. C’è che c’è qualcosa di me di spaventoso, evidentemente. C’è che c’è qualcosa di terribilmente affascinante e incomprensibilmente pericoloso. Come per le falene, forse. Dovrebbero esistere anche le farfalle, ma a quanto pare le falene sono di più. 

C’è che se manchi ancora a qualcuno, dovrebbe tenerti vicino invece di fare cazzate e cose inutili. Dovrebbe almeno provarci. 

C’è che se qualcuno non ce la fa, dovresti smettere di restare. Omnia cum tempore.

C’è silenzio. C’è pulizia. E nella pulizia c’è. 

C’è assenza presente. E c’è chi proprio non se ne va e non riesce ad andarsene.

E ci sono io. Al bivio. Che voglio solo andare. Una mano da stringere. E un bacio. Sì, voglio che mi stringi e mi baci. 

Baciami. Baciami. E prendimi.

La sfida

Ci sono momenti nella vita che richiedono troppa forza, coraggio, intuito, fermezza.

Ci sono momenti che ti capita, capita e capitano. Fatti, pensieri, ricordi, coincidenze. Persone. Sentimenti. Più o meno belli. 

E decisioni. Da subire o da prendere. 

Afferrare, tirare, strizzare, sfruttare, capire, accettare, analizzare, ponderare, sfidare.

Sfida. Sfidati. Sfidami. Sfidarsi. 

Sottile. Sapiente. Sognante. Sublime. Sospira. Sexy. Stremata. Strega. Sfrenata. Sinuosa. Stordisce. 

Affila. Affilata. Audace. Austera. 

Domina. Desiderio. Distruggi. Dai. Dolce.

Hai a che fare con me. Mi hai pizzicato appena. E ti ho scelta. La mia sfida. Sei così diversa da me. 

E ti voglio. Vengo a scovarti. E ti prendo. Fino a farti male. Fino a farmi male.

Perché c’è una sola cosa che per il momento ho capito: per farsi bene, bisogna prima farsi male.